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BioearthNutrizioneBenessere

Vitamina D da fonte vegetale

Green D3 integratore di vitamina D: un importante strumento per il benessere.

 


A cura di Paolo Adorni, Laureato a Parma e specializzato al Politecnico di Milano e alla UCSB di Santa Barbara in California, è tra i primi in Europa a intuire le potenzialità delle microalghe. Dal 2016, tiene seminari in tutta Italia per promuovere la cultura del benessere e della bellezza naturali.


La Vitamina D, oltre ai suoi utilizzi come supporto alle terapie per il trattamento dell’osteoporosi, è sempre più al centro dell’attenzione in seguito a vari studi che hanno evidenziato la sua carenza come una delle possibili concause per lo sviluppo delle forme più severe di Covid.


Ma a cosa serve la Vitamina D?

La Vitamina D è una delle numerose sostanze naturali liposolubili che si sciolgono cioè in ambiente grasso, fondamentali al nostro organismo per svolgere molteplici funzioni vitali.
La produzione è endogena, l’organismo cioè la produce sotto forma di colecalciferolo (Vitamina D3) a livello della pelle. La maggior parte della vitamina D del nostro organismo è ottenuta infatti dall'azione dei raggi solari sul colesterolo della cute che si trasforma in vitamina D.

Con il passare degli anni si può avere carenza di produzione di vitamina D dalla cute ed ecco quindi che l’integrazione rappresenta una risorsa importante per garantire un livello adeguato di tale nutriente.

Uno studio pubblicato sull’Indian Journal of Endocrinology and Metabolism mette in evidenza il legame tra Vitamina D e colesterolo. Lo studio è stato condotto su 150 partecipanti suddivisi in gruppi in funzione dei livelli iniziali di vitamina D.

Tra i soggetti con valori di Vitamina D più bassi è stata fatta un’ulteriore distinzione in 2 sottogruppi: uno è stato esposto alla luce del sole per almeno 20 minuti al giorno; il secondo ha ricevuto un integratore di Vitamina D. I risultati hanno evidenziato che il sole e l’integrazione aumentano significativamente la Vitamina D.


Vitamina D e calcio

La vitamina D stimola la sintesi di una particolare proteina che trasporta il calcio all’interno delle cellule che pavimentano l’intestino. In questo modo aumenta la capacità di assorbire calcio dagli alimenti. Assumere Vitamina D è una delle armi in nostro possesso per ridurre i fenomeni di calcificazione e/o coadiuvare eventuali trattamenti di contrasto della stessa.


Vitamina D e sistema immunitario. Un potenziale strumento di prevenzione.

Il nostro sistema immunitario è una struttura estremamente complessa, formata da numerose tipologie cellulari alcune delle quali hanno bisogno di Vitamina D per svolgere al meglio li loro lavoro. In particolare, quando il Linfocita T si mette in azione per contrastare un’aggressione batterica o virale, necessita di Vitamina D per svolgere al meglio il suo ruolo.
Se le cellule T non riescono a trovare una adeguata quantità di Vitamina D nel sangue, non si attiveranno in maniera efficace o non si attiveranno del tutto.

Relativamente alla situazione contingente sono sempre più numerosi e interessanti gli studi che sottolineano il ruolo che la Vitamina D potrebbe giocare nella prevenzione e nel trattamento anche della malattia da Coronavirus.
I risultati sono così convincenti da aver indotto il British Dietetic Association a raccomandare l’assunzione di integratori di Vitamina D alla popolazione, in particolare alle categorie più a rischio.

Le basi su cui si fonda una tale ipotesi sono:

✔ L’osservazione del ruolo immunomodulatore della Vitamina D, ormai noto da tempo, e anche del suo effetto antagonista sulla replicazione virale nelle vie respiratorie.

✔ Le evidenze emerse da un lavoro del 2014, “Vitamin D: a new anti-infective agent?” che ha messo in risalto l’associazione tra l’ipovitaminosi D e numerose patologie infettive, come le infezioni respiratorie ed enteriche, l’otite media, le infezioni da Clostridium, le vaginosi, le infezioni del tratto urinario, la sepsi, l’influenza, la dengue, l’epatite B e C e l’infezione da HIV.

✔ Il dato riscontrato sul rapporto tra elevata concentrazione plasmatica di Vitamina D e il dimezzamento del rischio di infezioni respiratorie acute dell’apparato respiratorio.

✔ I dati scaturiti da una meta-analisi del 2017 (cioè da una ricerca analitica secondaria il cui scopo è quello di riassumere i dati provenienti da diversi strumenti di ricerca primaria) che ha preso in esame 25 studi randomizzati, evidenziando che l’integrazione di Vitamina D riduce di due terzi l’incidenza di infezioni respiratorie acute nei soggetti con bassi livelli della stessa.

✔ I risultati di alcuni studi recenti tra cui il preprint del 2020 “Vitamin D Supplementation Could Prevent and Treat Influenza, Coronavirus, and Pneumonia Infections”, nel quale viene sottolineato un possibile ruolo della Vitamina D nella prevenzione e nel trattamento anche della malattia da Coronavirus, e del lavoro “Pulmonary activation of vitamin D3 and preventive effect against interstitial pneumonia”, che  ha evidenziato che adeguati livelli di  Vitamina D sono in grado di attenuare i sintomi della polmonite interstiziale e che bassi livelli della stessa sono correlati con la severità della polmonite interstiziale sperimentalmente indotta. Per altri studi inerenti l’argomento si veda bigliografia.

Alla luce di tali considerazioni e tenendo presente che l’Italia, insieme a Spagna e Grecia, è il paese europeo con maggior presenza di ipovitaminosi specie tra gli anziani, assumere regolarmente un integratore di Vitamina D è sicuramente un’ottima strategia di prevenzione.


Vitamina D e depressione

La Vitamina D è importante anche per la corretta funzionalità del sistema nervoso centrale, nell’ambito del quale potrebbe avere un ruolo importante anche per malattie psichiatriche come la depressione.

Una tale ipotesi è corroborata dall’identificazione dei recettori della Vitamina proprio nelle aree del cervello coinvolte nella depressione. Sono numerosi gli studi che hanno portato evidenze del fatto che la carenza di Vitamina D possa essere associata a un aumento del rischio di depressione e di suicidio. In particolare, già nel 2014 uno studio ha confrontato i livelli in pazienti depressi con una storia di tentato suicidio, pazienti depressi senza tendenze suicide e pazienti sani: nei primi i livelli di Vitamina D erano significativamente al di sotto del range fisiologico.


Come assumere Vitamina D da fonti non di origine animale

Tra gli alimenti che possono essere considerati ottima fonte di Vitamina D annoveriamo soprattutto il pesce, il fegato e il tuorlo d’uovo. Si tratta tuttavia di fonti essenzialmente di origine animale la cui provenienza a volte non è conosciuta e conoscibile (allevamenti intensivi, uso di antibiotici, origine da paesi con standard analitici non particolarmente rigorosi).

La buona notizia è che si può ovviare ai potenziali dubbi sulle origini  scegliendo alimenti prodotti alimentari certificati bio, oppure soluzioni più immediate ed efficaci, come assumere un integratore di Vitamina D3 di origine vegetale.
 

GREEN D3 è la proposta Bioearth per coloro che desiderano beneficiare delle caratteristiche della Vitamina D di elevata qualità e di origine vegetale.

La vitamina D di Green D3 è estratta dai che dai licheni, in particolare il Lichene islandico, che è una particolare forma simbiotica tra un fungo e i cianobatteri (batteri fotosintetici, produttori di ossigeno, chiamati anche alghe azzurre) in grado di vivere in ambienti estremi e accumulare grandi quantità di nutrienti, tra cui la Vitamina D3.

Proprio per la sua origine, questa forma di Vitamina D3 è definita vegana ed è consigliata a chi non assume alimenti di provenienza animale.

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Bibliografia
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