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Abbiamo ricevuto molti messaggi che ci chiedono se la Spiruviva è un nuovo prodotto e che caratteristiche ha.

Augurandoci di essere utili abbiamo deciso di rispondere in modo visibile a tutti sul blog.

A Partire da maggio 2001 abbiamo rinnovato l’immagine della linea Greenology. Il prodotto rimane lo stesso, ciò che cambia è la grafica e il nome. Da adesso in poi infatti ogni prodotto avrà un nome specifico.

Oltre che per rendere più attuale e, a nostro giudizio, bella la confezione e l’immagine abbiamo voluto offrire ai nostri Clienti la certezza che quando decidono di utilizzare la nostra spirulina possano effettivamente trovare quello che cercano e non essere dirottati su altri marchi.

Il restyling è avvenuto in concomitanza del lancio del progetto Bioearth Nutriterapia Algale che abbiamo presentato al convegno Pianeta Nutrizione e con cui saremo presenti al congresso di Alimentazione Antiage il prossima 4 giugno a Parma.

Come ulteriore novità abbiamo cercato di dare voce alle richieste di molti nostri Consumatori fornendo un’ulteriore garanzia sulla SpiruvivaGreenology: ogni lotto di prodotto finito verrà testato per certificare l’assenza di glutine in modo che anche le persone che non possono o vogliono entrare in contatto con tale sostanza possano beneficiare in massima sicurezza dei benefici nutrizionali di Spiruviva Greenology.

 

Generalmente quando si parla in termini nutrizionali degli alimenti si operano due tipi di suddivisioni: si fa riferimento infatti ai macronutrienti e ai micronutrienti. I primi sono i lipidi, i glucidi e la proteine. I secondi sono le vitamine e i minerali. Questa suddivisione tuttavia non è sufficente per descrivere il contenuto nutrizionale dei superalimenti verdi.

Esiste infatti un’altra classe di sostanze che sono presenti in questi prodotti, così come nella frutta e nella verdura, in quantità più che apprezzabili. Si tratta dei composti fitochimici a cui sono dovuti colore e le proprietà organolettiche.

Dal punto di vista nutrizionale fino a non molto tempo per valutare le potenzialità benefiche  di un prodotto si prendevano in considerazione solo i macronutienti. Tuttavia studi più approfonditi nel corso degli ultimi anni hanno messo in discussione l’approccio esclusivamente vitaminico, specie per quanto riguarda l’attività preventiva, spostando l’attenzione sul fatto che molti dei risultati che si erano ottenuti fossero riconducibili all’azione dei composti fitochimici presenti.

Le implicazioni sono importanti poichè mettono in discussione l’effettiva validità, specialmente in ambito preventivo, dell’utilizzo di massicce dosi di vitamine isolate e di sintesi. Pare proprio che il futuro del benessere sia da ricercare nei composti presenti in prodotti non “costruiti” dall’uomo ma naturalmente presenti in natura.

Tra di essi, oltre alla frutta e alla verdura ci sono le microalghe e i super green foods la cui ricchezza in composti fitochimici li rende prodotti perfetti per chi si vuol bene e investe sul benessere.

 

Le microalghe, in particolare Spirulina, Clorella e Klamath, sono tra le più interessanti e sorprendenti risorse nutrizionali disponibili sulla terra. Nonostante in molti abbiano sentito parlare di tali prodotti, la maggior parte delle persone e, cosa ancora più sorprendente, la maggior parte dei medici, dei nutrizionisti e degli operatori del settore, conoscono solo in modo superficiale, spesso per sentito dire, le loro caratteristiche nutrizionali. Non ci credete? Allora provate a chiedere al vostro medico se sa che la spirulina contiene, grammo per grammo, quasi tre volte le proteine che sono presenti nella carne che esse hanno anche una percentuale di utilizzabilità molto più alta?

Questo è solo un assaggio di quanto questi eccezionali prodotti possono offrire. Robert Henrikson, uno dei pionieri della ricerca e della coltivazione di spirulina, nel corso di una conversazione durante una suo visita alla nostra azienda ha condiviso con noi la sua convinzione secondo la quale, se le caratteristiche nutrizionali delle microalghe appartenessero a un integratore sintetico prodotto da qualche colosso del farmaco, tale prodotto sarebbe considerato preziosissimo, sarebbe presentato come un rimedio eccezionale e  avrebbe le prima pagine di tutti i giornali.

Ma le microalghe non sono un farmaco, in realtà non sono nemmeno degli integratori. Si tratta infatti a tutti gli effetti di un cibo e per questo motivo, fino ad ora, è stato trascurato dalla maggior parte degli operatori del benessere. Adesso è venuto il momento di cambiare.Il progetto Bioearth Algal Division è nato per contribuire a rendere più verde il mondo della nutrizione e della salute.

 

Le microalghe, in particolare la Spirulina, sono state le prime forma di vita che hanno avuto origine per fotosintesi, oltre 3 miliardi di anni fa. Queste eccezionali formE di vita unicellulari rappresentano ancora adesso un’eccezionale risorsa per il benessere e per il pianeta: negli ultimi anni si è cominciato infatti a scoprirne l’eccezionale valore nutrizionale e il ruolo che possono giocare per il benessere dell’uomo.

Conosciute e apprezzate in molte zone del mondo dove sono addirittura riconosciute come alimenti terapeutici,  solo da poco le microalghe sono arrivate in Occidente dove ancora oggi sono note a poche persone.Confrontandoci con con medici, nutrizionisti e con le persone interessate al benessere ci siamo resi conto dell’enorme interesse nei confronti di questa preziosa risorsa e del suo potenziale nutrizionale e salutare.

Iniziamo allora oggi un viaggio nel mondo delle microalghe e delle loro caratteristiche partendo dalle origini per arrivare ai

nostri giorni e alla nascita del progetto Bioearth Algal Division e allo sviluppo del programma di Nutriterapia Algale.

Insieme a me parteciperanno a questo viaggio medici, personal trainer, atleti, nutrizionisti, erboristi, farmacisti oltre a tantissime persone che persone che semplicemente utilizzano regolarmente questi prodotti e ne hanno tratto beneficio.

Lo scopo è informare, fare circolare le notizie e i numerosi studi che sono disponibili su questi eccezionali prodotti e, in ultima analisi, condividere con voi le ragioni per cui sono assolutamente convinto come non solo sia possibile ma anche decisamente meglio, più salutare, meglio, più salutare, naturale conveniente utilizzare le microalghe e i cibi verdi al posto della maggior parte degli integratori sintetici che affollano gli scaffali delle erboristerie e delle farmacie. Come già nel 1994 scriveva il Nesweek, i Green Superfoods sono cibi completi, utili ed interessanti perchè racchiudono un insieme di composti che non hanno mai visto l’interno di un flacone di vitamine.

Allora allacciamo le cinture e prepariamoci a scoprire il mondo delle blu-green algae.

 

Nutrirsi è fondamentale. Lo stato di salute delle persone, sia ricche che povere, è fortemente influenzato dal livello e dalla qualità di ciò che ingeriscono. Alimentarsi in modo corretto è un validissimo strumento di prevenzione per molte malattie di trattamento in molte altre. Secondo l’Oms, ad esempio, sono quasi tre milioni le vite che si potrebbero salvare ogni anno nel mondo grazie a un modello nutrizionale più corretto. D’altra parte, cibi e integratori di cattiva qualità, zeppi di sostanze chimiche sgradite o “costruiti” in laboratorio possono costituire fattori di rischio consistenti e sono causa di malattia e morte per milioni di persone ogni anno. Inoltre, anche una alimentazione squilibrata o scorretta può generare condizioni di disordine o vere e proprie patologie che risultano, in molti casi, addirittura mortali.

Fortunatamente dopo anni in cui la tendenza era quella di “dimenticarci” di quanto ci offriva la natura per perseguire un approccio più “sintetico” alla nutrizione adesso stiamo assistendo ad un cambiamento.

Preso atto che, ad esempio, una vitamina sintetica, una proteina isolata, non sono la stesa cosa di quelle naturalmente presenti in un prodotto naturale, la comunità medica e scientifica si sta nuovamente avvicinando ai prodotti naturali che quindi tornano ad assumere un ruolo centrale per il nostro benessere.

Per dare il nostro contributo all’ulteriore diffusione di quello che io chiamo la Rivoluzione Verde, abbiamo deciso di essere presenti all’evento Pianeta Nutrizione. Organizzato in contemporanea con Cibus Tour alle Fiere di Parma, Pianeta Nutrizione è una 3 giorni di full immersion nel mondo della nutrizione e del rapporto tra alimentazione, integrazione e benessere. In quest’ambito non poteva certo mancare Bioearth, il promotore della Green Foods Revolution. Nel corso della giornata aggiornamenti sulla fiera.

cappelletti x webChi ha provato almeno una volta a praticare sci di fondo o sci alpinismo può testimoniare quanto siano discipline belle ma fisicamente impegnative . Come per tutte le cose impegnative sono i dettagli a fare la differenza tra vincere o perdere, tra divertirsi o essere sopraffatti dalla fatica. Uno degli elementi fondamentali ma spesso trascurati, è la scelta della corretta fonte di energia durante la prestazione. Specialmente in ambiente “ostile” come la montagna in inverno diventa essenziale utilizzare dei supporti energetici più evoluti dei semplici e tradizionali prodotti a base di soli carboidrati.

I motivi sono vari e tutti importanti:

Tipo di sforzo: si tratta di un’attività prolungata, intensa, continua che quindi richiede un apporto energetico che duri nel tempo ma ch

Panchetti

e non si riesce ad ottenere con i soliti integratori energetici

Ambiente: il clima rigido aumenta il dispendio di energia e quindi rende ancora maggiore la necessità di “benzina” efficace. Le particolare condizioni climatiche rendono importantissimo l’utilizzo di prodotti facilmente digeribili chenon creino difficoltà a livello gastroitestinale.

Facilità di assunzione: I prodotti a base di solo carboidrati in soluzione acquosa gelano e quindi non sono utlizzabili. Molti scialpinisti e fondisti si sonotrovati in difficoltà quando al momento di assumere l’energetico si sono trovati in mano un ghiacciolo. Un “incidente” di questo genere può compromettere l’esito di una gara e, ancor più grave, rischia di mettere a repentaglio la sicurezza dell’atleta che in carenza di energia può commettere gravi errori.

Scegliere Agisko Gel come integratore energetico permette di beneficiare al meglio di energia naturale ed efficace anche in condizioni estreme perchè grazie alla sua composizione unica fornisce energia prolungata nel tempo e attraverso “sentieri” metabolici diversi e sinergici. E’ perfettamente digeribile anche quanto utilizzato in climi rigidi e ad alta quota. La sua formula innovativa ed esclusiva inoltre gli consente di non congelare anche a temperature negative. Testato e utilizzato da numerosi mountain men negli eventi più impegnativi e selettivi Agisko Gel è il prodotto perfetto per tutti coloro che vogliono il meglio.

ferroLa carenza di ferro è una degli squilibri più diffusi a livello mondiale. Definito tecnicamente Anemia ferropriva, il fenomeno prevale nelle donne, evidenziato dalle perdite ematiche dovute alle mestruazioni, nei bambini, negli anziani, negli sportivi e in molti tra coloro si sottopongono a diete dimagranti. Si tratta di una situazione a cui prestare attenzione perchè se trascurata potrebbe portare a conseguenze sgradite.

Il ferro infatti è importantissimo per i globuli rossi e per avere un sistema immunitario efficiente. Carenze di ferro inoltre possono essere alla base di pessimo rendimento nello studio, nel lavoro e nello sport. Escludendo particolari patologie che devono essere trattate con assistenza medica specifica la maggior parte delle carenze di ferro possono essere risolte con l’alimentazione e l’utilizzo di microalghe, in particolare la Spirulina. Leggi Tutto »

bio verdureCon cadenza regolare, specie nei periodi estivi o quando si devono riempire gli spazi vuoti sui giornali o sui blog, torna alla ribalta la questione della presunta “inutilità” dei prodotti biologici.
Questi articoli, molto utili per alimentare il dibattito tra i sostenitori del bio e coloro che invece lo ritengono a priori una moda non particolarmente interessante, hanno a mio giudizio il limite di affrontare l’argomento in modo superficiale.

Stasera, intanto che preparo una presentazione per una serata dedicata all’integrazione naturale nello sport, mi è venuta voglia di esprimere il mio punto di vista.

Leggendo il resoconto dell’ennesimo studio che, scoprendo l’acqua calda, conclude che gli alimenti bio non sono più nutrienti di quelli convenzionali la prima cosa che verrebbe da chiedersi è da quali presupposti sono partiti per impostare la ricerca.

Se cercavano di dimostrare l’impossibile è chiaro che ci sono riusciti. Bravi: sono infatti riusciti a scoprire che nei prodotti bio non ci sono più proteine, più grassi o più zuccheri rispetto ai prodotti convenzionali. Leggi Tutto »

Ciao  qui sono alla Milano Sanremo 2010. Io sono quello vestito di giallo.Ciao qui sono alla Milano Sanremo 2010. Io sono quello vestito di giallo.

Ciao a tutti sono Diego Caccia, corridore professionsta del team ISD NERI GIAMBENINI. Oggi finisce il Giro d’Italia 2010 una delle piu importanti manifestazioni in ambito ciclistico a cui anch’io ho partecipato nel 2009.

Gli atleti che stanno pedalando al Giro quest’anno si sono scontrati con un tempo inclemente e un percorso durissimo che fin dai primi giorni di gara hanno messo a dura prova il loro fisico, sia per quanto riguarda SPIRULINA 006l’aspetto energetico che  immunitario. Non a caso  abbiamo assistito a molti ritiri che hanno interessato anche atleti importanti. Tra tutti ricordiamo il re dei velocisti Alessandro Petacchi che è stato costretto adabbandonare a causa di una broncopolmonite.

Come sempre gli ultimi giorni di gara dopo quasi tre settimane di corsa sono decisivi. E’ infatti nella terza settimana di competizione che escono e si fanno notare gli uomini di fondo, quelli che non lasciamo nulla al caso soprattutto per quanto riguarda l’aspetto nutrizionale. Come si mangia in gara e nel dopogara rappresenta la benzina dell’atleta e’ chi presta attenzione ai prodotti che utilizza riesce a fare la differenza tra finire la corsa oppure ritirarsi. Chi ha una buona educazione alimentare è consapevole che da ciò che ingerisce dipende il suo benessere e nel caso di un’atleta spinto all’estremo, la giusta alimentazione è lo spartiacque tra una buona prestazione e una pessima.

Anche se adesso va di moda dubitare dei ciclisti non è vero che occorre ricorrere alla chimica per fare il ciclista professionista. Carattere, tecnica, voglia di sacrificarsi, passione per lo sport e i giusti prodotti naturali rappresentano un buon modo per praticare la professione in modo serio, lecito e soddisfacente. Per quanto riguarda i prodotti da utilizzare, un ottimo integrato naturale che mi ha permesso nel 2009 di finire il giro d’Italia in crescendo e nel 2010 di partecipare con buoni risultati al Giro di Turchia, alla Milano Sanremo, alla Tirreno Adriatico oltre che a tante altre gare internazionali è la Spirulina Greenology che oltre alle vitamine apporta in modo 100% naturale amminoacidi e contribuisce adinnalzare le naturali difese immunitarie. E’ un prodotto che oltre essere completamente naturale è efficace e facilmente digeribile e consente un piu facile recupero cosi da evitare di sovraccaricare di lavoro il fegato che  già ha da smaltire tutte quelle tossine sviluppate dallo sforzo fisico.

Spero che l’ultima settimana di questo Giro sia densa di emozioni come queste prime due gia trascorse, con l’augurio di vedere a Verona un’italiano in rosa sul gradino piu alto del podio.

Adesso devo uscire per andare a preparare il Giro del Lussemburgo dove quest’ano saranno presenti i migliori. A presto e ci vediamo sulle strade di tutta Europa.

Anche se ci può costare fatica ammettiamolo: ormai è acquisito che lo stile di vita svolge un ruolo importantissimo relativamente ai rischi di sviluppare gravi patologie. Ad esempio dati ufficiali indicano che circa un terzo dei tumori è direttamente ricollegabile a cause alimentari.

bio su pratoPersonalmente credo che la situazione attuale sia da ricondurre all’approccio eccessivamente “industrializzato” che a partire dagli anni 50 ha creato nella generazione dei nostri nonni, dei nostri genitori e, purtroppo, in molti miei coetanei la convinzione che si possa mangiare e bere qualunque cosa perchè comunque  ci sono le medicine pronte a risolvere come d’incanto ogni problema. Il risultato è stato un progressivo imbarbarimento delle abitudini alimentari che ci ha portato a privilegiare cibi e prodotti industriali delegando ad altri la scelta della qualità del nostro cibo.

Oggi ci troviamo invasi da milioni di prodotti alimentari precotti, pieni di additivi, eccipienti, esaltatori di sapidità. Contemporaneamente si sono modificati i criteri con cui definiamo i nostri bisogni “primari“: aumentano i denari spesi per vacanze, apparecchiature elettroniche mentre i soldi investiti per acquistare prodotti alimentari di qualità diminuiscono drammaticamente di anno in anno.

Consentitemi di farmi un esempio personale di questa mancanza di visione. Io ho due figli. Il più grande frequenta la scuola elementare dove pranza insieme ai suoi compagni 4 giorni su 7 da settembre a maggio.  Ebbene da 3 anni cerco di convincere i dirigenti della scuola che si potrebbe, anzi si dovrebbe, investire sul miglioramento della qualità della mensa. Preciso che non parlo di sapore o quantità di cibo ma di filiera corta, stagionalità dei prodotti, equilibrio delle proteine e di materie prime di provenienza biologica o comunque certificata.

La risposta più frequente che ottengo (quando la ottengo) è che la mensa è “a norma” come se ciò ci affrancasse dall’impegno morale che abbiamo con i nostri figli per garantire loro le migliori condizioni per crescere sani e al riparo da ogni possibile rischio. Essere a norma è condizione necessaria ma non sempre sufficente per offrire un buon servizio. Il risultato è che, poichè forse costa meno (sottolineo forse), continuiamo a servire ai bambini pasti senza legumi, a base di proteine animali, poveri di verdure di stagione ma con tanto formaggio, prosciutto, pomodoro e grossi pesci di provenienza esotica.

Ho fatto riferimento ad un fatto personale per sottolineare la cosa che più mi preoccupa nell’affrontare quotidianamente tematiche legate al benessere, cioè la tendenza delle persone e delle istituzioni ad essere a parole a favore della prevenzione, della corretta educazione alimentare, per poi preferire nella “vita reale” altre scelte forse più facili da gestire nell’immediato ma non prive di ombre e pericoli nel medio e lungo periodo. Rendiamoci finalmente conto che tutto ciò che introduciamo nell’organismo influisce sul nostro stato di benessere psicofisico.

Ci sono decine di testi che dimostrano come il cibo possa influire in bene o in male sulle capacità di apprendere e sul comportamento. E questo vale anche per gli integratori che spesso vengono utilizzati per riequilibrare condizione nutrizionali non adeguate.

Ma di questo parleremo più specificatamente in un prossimo articolo.

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