All’arrivo della primavera, particolarmente gradito dopo il gelo di un inverno particolarmente rigido, molti di noi sono motivati ad uscire dal letargo invernale e a mettersi d’impegno per seguire uno stile di vita e una dieta più sani. Le buone intenzioni però spesso si infrangono sul significato di sana alimentazione. Cosa è meglio mangiare, quale integratore devo assumere, in che quantità, secondo quali metodologie? Queste sono solo alcune delle domande più frequenti che ci si pone. Non è sicuramente facile trovare delle risposte anche se un aiuto ci viene da una frase di Gary Paul Nabhan secondo cui “Siamo ciò che i nostri antenati hanno mangiato e bevuto“.

Partendo dalla considerazione che il nostro organismo è il risultato dell’evoluzione permessa dagli alimenti che per millenni hanno mangiato i nostri antenati, negli ultimi anni si è sviluppata la nutrigenomica, la scienza che studia come il cibo sia in grado di interagire con il nostro organismo in modo profondo per impedire o facilitare l’insorgenza di determinate patologie.

Ecco quindi che ciò che ingeriamo assume fondamentale importanza per la nostra salute: è ormai acquisito che circa 1/3 dei tumori si possono ricondurre a cause “alimentari”. Se ci fermiamo a riflettere sui cambiamenti alimentari degli ultimi decenni non possiamo che constatare l’imbarbarimento subito dalle nostre abitudini. I piatti industriali pronti, gli addittivi, i conservanti, l’eccesso di proteine di varia natura nello stesso pasto non avevano mai fatto parte delle abitudini dell’uomo prima degli anni 50. Secondo sempre più numerosi ricercatori tale pessima innovazione è la causa dell’insorgenza di tutte le nuove patologie legate a disordini metabolici. In quest’ottica l’uso, spesso l’abuso di integratori sintetici, pieni di sostanze costruite in laboratorio, additivi, riempitivi, coloranti contribuisce a questa follia nutrizionale.

Fortunatamente sempre più persone stanno prendendo atto di questa aberrazione nutrizionale e stanno tornando a stili alimentari più “tradizionali” riscoprendo l’importanza di beneficiare di prodotti che da millenni ci sono offerti dalla natura.

Approfittiamo quindi di questo periodo pasquale per riflettere sul modo di prenderci cura di noi. E ora di smettere di pensare che stare in salute sia un privilegio di pochi. Ammalarsi non è la normalità: noi siamo nati per essere sani e il nostro livello di benessere dipende anche dalle nostre scelte. Attraverso la corretta alimentazione, la giusta integrazione, l’utilizzo intelligente e critico degli integratori nutrizionali possiamo incidere significativamente sulla qualità della vita.

Se nel 1997 ho deciso di abbandonare la carriera per prepararmi alla quale avevo studiato per anni è perchè, sulla mia pelle, ho sperimentato l’importanza di agire in prima persona. Anni di alimentazione scorretta, l’abitudine a trattare ogni piccolo fastidio fisico con farmaci, la disastrosa forma mentis di considerare ogni singolo sintomo non come campanello d’allarme di uno stato di disagio generale ma come specifica patologia da trattare con medicine ad hoc mi avevano portato a soffrire di uno stato di infiammazione che alcuni medici ritenevano mi dovesse accompagnare per il resto della vita . La realtà era che mio corpo

 mi stava dicendo che non potevo più continuare in quel modo. La scelta era continuare a vivere da malato con l’illusione di essere sano dipendendo da antidilorifici, brocodilatatori, antistaminici oppure operare dei cambiamenti radicali nel modo di mangiare, bere, pensare e sopratutto di volermi bene. La mia grande fortuna è stata incontrare persone con la mente aperta che mi hanno fatto scoprire che adottando uno stile di vita più consapevole

avrei potuto contribuire in modo importante al mio benessere presente e futuro.

Per me, che mi sono formato su rigorose basi scientifiche “tradizionali” (in realtà ci sarebbe da discutere sul significato del termine tradizionale applicato allascienza e alla medicina)  all’inizio non è stato semplice ammettere che i prodotti naturali, i rimedi alternativi potessero rappresentare dei validissimi supporti e complementi per la salute. Tuttavia la scoperta, lo studio e l’utilizzo di cibi e integratori naturali, primi tra tutti i Gren Foods e le Microalghe, mi hanno portato a dei risultati tali da decidere di dedicare la mia vita personale e professionale alla promozione e alla diffusione di prodotti naturali di qualità.

Oggi, a distanza di 20 anni, ritengo di essere stato fortunato perchè senza quei 2 anni di difficoltà non mi sarei mai avvicinato al mondo dei rimedi naturali. Ciò che all’epoca consideravo una disgrazia in realtà è stato una degli accadimenti più importanti della mia vita e ha contribuito in modo significativo a migliorare la mia salute e ad aprirmi la mente.

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