Parto per l’UTMB 2011 senza il tempo per potermi informare bene sull’evento. La sera prima cerco di capire cosa mi aspetta navigando il sito ufficiale e leggendo commenti su forum e siti di settore.
Appena arrivato a Chamonix, Venerdì mattina, mi rendo conto che non si tratta di una gara ma bensì di un vero e proprio evento mondiale dell’Ultra Trail. Un evento iniziato il Lunedì con la partenza della PTL e che si concluderà la Domenica sera con gli ultimi arrivi dell’UTMB.
Qualche dato numerico per capire la portata della manifestazione. Sono previste quattro diverse gare con caratteristiche differenti:
- PTL 300Km 25.000m D+
- TDS 110Km 7.100m D+
- CCC 98Km 5.600m D+
- UTMB 166Km 9.500 D+
Ciascuna gara parte separatamente dalle altre, mentre gli arrivi avvengono anche in parallelo. Prendono il via 5.500 atleti provenienti da 62 diverse nazioni e sono previsti più 50.000 visitatori ad assistere all’evento.
La macchina organizzativa è impressionante: 1700 volontari, oltre 100 espositori al Salon du Trail, una rivista di 35 pagine con tutte le info necessarie tradotta in 4 diverse lingue ed un servizio Autobus 24 ore su 24 per raggiungere i diversi punti del percorso evitando così l’utilizzo delle auto.
Appena arrivo incontro subito Katia Fori e Nicola Alfieri, atleti parmigiani del team Kinomana, con i quali dividerò l’appartamento per le due notti che mi attendono. In realtà sarò io a dormire in quei letti mentre loro saranno in giro per i sentieri delle montagne circostanti a correre e sudare.
Dopo poco chiamo Giuliano Cavallo, atleta del team Salomon, ma è alla conferenza stampa e ci accordiamo per vederci prima di pranzo. Quindi decido di accompagnare Katia e Nicola a sbrigare le ultime formalità di rito: controllo degli zaini, consegna delle sacche per il ristoro di Courmayeur, ecc…
C’è già tensione nell’aria, i bollettini meteo non sono rincuoranti e prevedono temporali per il tardo pomeriggio: la gara parte alle 18:30. Dopo poco, infatti, arriva l’SMS con cui l’organizzazione comunica che la partenza della gara è stata posticipata di 5 ore. Si partirà quindi alle 23:30.
Questo obbliga unarevisione di tutte le tabelle dei passaggi e tutta la logistica già data per consolidata. I ristori previsti per la notte verrano fatti durante il giorno e viceversa.
Lascio Katia e Nicola nelle mani dei fisioterapisti, hanno deciso di sottoporsi ad un trattamento di Kinesio Taping per arginare alcuni acciacchi a ginocchia (katia) e muscoli tibiali (nicola) .
Dopo poco incontro Giuliano, anche lui alle prese con la rivisitazione delle tabelle dei passaggi, specialmente quelle del Sabato notte/mattina, che vengono completamente stravolte. Lo trovo molto concentrato sulla gara, sento in lui la tensione giusta che si ha prima di una gara importante. E’ ben preparato fisicamente e mentalmente, ci tiene a fare una bella gara ed i presupposti ci sono tutti affinchè possa fare bene.
Mi racconta che il team Salomon ha preparato questa gara in modo impeccabile e lo assiste lungo tutto il percorso. L’ International Team Salomon è composto da atleti di primissimo livello, uno su tutti il Catalano Kilian Jornet Burgada, e partecipare con loro a questa manifestazione è senza dubbio una grande soddisfazione.
Il pomeriggio passa velocemente ed arrivano presto le 19, torniamo in appartamento e prepariamo una cena leggera in funzione dell’imminente partenza della gara. Riso, verdura, bresaola e parmigiano reggiano.
Inizia a piovere, con qualche ora di ritardo rispetto alle previsioni della mattina, e così si prospetta una partenza ed una prima parte della gara, quella notturna, con pioggia e, per i passaggi in quota, anche nevischio.
La partenza è un momento carico di pathos ed emozioni.Ci sono 2300 atleti che partono in una piccola via del centro di Chamonix sotto una pioggia battente, con la luce frontale accesa ed una musica molto emozionante come sottofondo. Per il primo kilometro troveranno, ai lati del percorso, una folla di persone ad incitarli.
La mattina successiva arrivo puntuale a Courmayeur per aiutare Giuliano nella fase di ristoro. Una grande emozione vedere arrivare i primi quattro atleti tutti insieme.
Kilian Jornet, Sebastien Chaigneau, Iker Karrera e Miguel Heras entrano infatti insieme al ristoro di Courmayuer, si tolgono l’attrezzatura utilizzata per la notte (frontale, antivento, manicotti, ecc..), mangiano e bevono. Nel giro di qualche minuto ripartono. Sono molto freschi in viso e non sembrano minimamente affaticati, ma in realtà si sono lasciati alle spalle 78 Km e 4.400m di salite, il tutto durante la notte e con dei passaggi in quota a 2.500m con neve e vento a circa 2 gradi.
Dopo circa un’ora arriva Giuliano, al 13 posto e primo degli Italiano. E’ addirittura un pò in anticipo sui tempi di ci aveva dato, ma purtroppo in una discesa che precede Les Champieux ha messo il piede in una buca e si gira la caviglia. Arriva correndo ma dolorante e la caviglia si è gonfiata. Il freddo della notte lo ha aiutato a non sentire dolore, ma ora che l’aria si è scaldata e non c’è più la neve il dolore inizia a farsi insopportabile.
Applichiamo del ghiaccio sulla caviglia mentre lui si cambia e mangia un pò di riso con del pollo. Riempiamo le borraccie con i sali minerali e mettiamo i gel energetici e le barrette nello zaino. Nel frattempo arriva una telecamera che lo intervista. Infila un nuovo paio di scarpe e, dopo una sosta brevissima, riparte anche lui verso Rifugio Bertone a 5Km ed un dislivello di 700 metri.
Mi fermo per vedere gli altri atleti che arrivano, Katia e Nicola arriveranno per le 13. Verso le 10:30 vado in centro a Courmayuer per un caffè. Nel punto di passaggio al centro del paese c’è uno speaker ed apprendo che Giuliano si è ritirato una volta arrivato al Rifugio Bertone, il dolore alla caviglia si era fatto insopportabile e non gli consentiva più di appoggiare il piede a terra. Le smorfie di dolore sul suo viso parlavano chiaro.
Torno così al punto di ristoro e scopro che Katia è già arrivata e ripartita! Al punto di controllo mi dicono che è ripartita alle 11:05, è in anticipo di 3 ore sulla tabella dei tempi che mi ha dato! In classifica è al quinto posto tra le donne e circa cinquantesima in classifica generale. Rimango spiazzato da questo risultato, mi diceva di avere dei problemi alle ginocchia e per questo non era riuscita ad allenarsi per questa importante gara, ma visto che si era iscritta ci teneva a farla.
Aspetto il transito di Nicola, che come previsto, arriva alle 13. Mi racconta che Katia in una discesa dopo Col de la Seigne si
sentiva decisamente bene ed ha deciso di accellerare.
Torno a Chamonix e incontro volti noti ed amici del mondo del Trail Italiano.
Verso il tardo pomeriggio chiamo Giuliano e ci incontriamo per assistere insieme all’arrivo dei primi. Mi racconta cosa è successo ed il dispiacere traspare in ogni sua frase, al tempo stesso sento in lui una grande determinazione nel riprovare il prossimo anno.
Alle 20 arriva il primo atleta dell’UTMB 2011. Come da pronostico è Kilian Jornet Burgada che chiude i 166Km in poco più di 20 ore. All’arrivo sembra fresco e riposato, non si piega nemmeno sulle gambe per prendere fiato e si presta subito per i primi commenti a caldo. Poco dopo arrivano anche Iker Karrera secondo e Sebastien Chaigneau terzo, hanno un distacco di 10 e 20 minuti rispettivamente da Kilian.
Tutti e tre assolutamente riposati e freschi, solo sulla faccia di Karrera si nota un velo di stanchezza ed è l’unico che si piega un attimo sulle gambe per riprendere fiato. Sembrano tre extra terrestri e vengono, giustamente, festeggiati ed acclamati come tali.
Dopo aver cenato con Giuliano lo saluto e parto per assistere Katia nella sua seconda notte di gara. Al punto di controllo apprendo che non ha mollato e mantiene la sua posizione ed i suoi tempi.
La raggiungo quindi a Trient, arriva molto stanca e provata dalla variante al percorso apportata all’ultimo dall’organizzazione a causa delle condizioni meteo. Dopo un piatto di brodo caldo vedo che si riprende, il suo volto prende colore e gli occhi si riaccendono. Le lascio i gel e le barrette e poco dopo riparte di slancio. Ora è settima tra le donne e sempre prima delle italiane.
La rivedo qualche ora dopo a Vallorcine, dove arriva fresca ed in perfetto orario sulla nuova tabella di marcia. Anche qui dopo essersi rifocillata un poco riparte per Chamonix. E’ ancora settima tra le donne e sempre prima delle italiane.
A Chamonix taglia il traguardo alle 6:30 di mattina chiudendo la gara in 30:38 , con circa 5 ore di anticipo sul tempo che mi aveva dato prima di partire. Dopo aver bevuto il tradizionale the speziatissimo servito direttamente da un uomo indiano con il turbante, ritira lo smanicato da finisher e si presta per le foto di rito. Brava Katia, gran bella impresa!
Alle 15:30 arriva anche Nicola, affaticato e provato ma felicissimo per aver portato a termine questa impresa incredibile.
Dopo la cerimonia di premiazione parto e porto con me il ricordo di bellissimi momenti e di forti emozioni che hanno lasciato il segno.
Il prossimo anno tornerò sicuramente per l’edizione 2012.